Andiamo a vedere come funziona la messa degli svenimenti

Queste liturgie si svolgono ogni primo sabato del mese e richiamano gente da tutte le parti. Non essendo molto “pubblicizzate”, per trovarle ci siamo avvalsi del vecchio ma efficace sistema del “passa parola”. La celebrazione, che sulla carta aveva tutte le caratteristiche che cercavamo, l’abbiamo trovata nella parrocchia di Riva d’Olmo in provincia di Padova.
Nonostante fossimo arrivati mezz’ora prima dell’inizio della messa, la chiesa era quasi completamente piena e gli unici posti rimasti erano alcune sedie ai lati dell’altare. La voglia di scambiare qualche parola con le persone presenti, per iniziare a farci un’idea su quello che ci aspettava, era tanta, ma tutti sembravano assorti in preghiera. Canti, salmi e letture della Bibbia si alternavano per preparare i fedeli alla celebrazione, con un tempismo e una sincronia che faceva supporre che questi riti fossero stati provati e riprovati. Anche l’invocazione fatta dalle persone era particolare. Nelle nostre parrocchie difficilmente vediamo persone che si alzano durante la celebrazione e che professano ad alta voce la loro fede. Lì, sembrava una cosa normale e la maggior parte delle invocazioni erano rivolte allo Spirito Santo.
Mentre pregavano i fedeli fissavano spesso il Crocifisso, e durante i canti capitava anche che le mani delle persone si alzassero verso il Signore come ad indicare la via alle melodie. Il Gesù del crocefisso era molto particolare, niente sofferenza sul volto anzi, sembrava glorioso e sul capo portava una corona da re al posto delle spine. Poco prima delle venti il parroco ha annunciato che la messa stava per iniziare e tutte le persone presenti si sono raccolte in silenzio.

La celebrazione è iniziata con puntualità svizzera. Tanti i preti che concelebravano la liturgia, almeno cinque. La cerimonia è stata semplice e sobria, al termine un prete ha avvisato che dopo il canto, per chi lo voleva, si poteva ricevere “l’imposizione delle mani”. Con questo rito si invoca la discesa dello Spirito Santo, è una celebrazione personale e viene impartito singolarmente a tutte le persone che lo desiderano. I presenti con ordine e calma si sono messi in fila, come per ricevere l’eucarestia. Il prete, quando il fedele si avvicinava, distendeva le mani e le avvicinava al capo della persona recitando una breve formula. Questa parte è stata la più significativa della messa ed è durata quasi venti minuti, un lasso di tempo nel quale una decina di persone si sono accasciate su se stesse, come svenute. Sembrava che di punto in bianco le forze li abbandonassero. E il fatto non sembrava essere nuovo o imprevisto, tanto che vicino ai sacerdoti c’erano alcuni uomini che, in caso di bisogno, sorreggevano i fedeli. Le persone che perdevano i sensi, venivano adagiate a terra e lasciate lì finché non si riprendevano. Neanche gli altri fedeli sembravano turbati da questo fatto, e con noncuranza scavalcavano o aggiravano le persone distese mantenendo il loro posto nella fila. Lo stato di incoscienza aveva durata variabile e, quando si riprendevano, alcuni sembravano disorientati.

La cerimonia si è conclusa con un piccolo effetto “sagra di paese”. Le persone si sono fermate a salutarsi e a chiacchierare in chiesa, come se tutti conoscessero tutti. Lì finalmente siamo riusciti a scambiare qualche parola con i fedeli. Alla domanda: come mai le persone svengono? Le risposte sono state tante, nessuna sicura però. Prima di uscire dalla chiesa ci è capitato di puntare l’occhio verso la zona dov’era il coro e siamo rimasti un po’ sorpresi nel vedere un uomo con una telecamera. Lo avevamo osservato anche durante la veglia, ma poi non ci avevamo più fatto caso. Sembrava quasi che avesse ripreso tutta la celebrazione, cosa abbastanza inusuale. L’abbiamo fatto notare ad alcuni fedeli e la reazione è stata molto composta, con risposte tipo: vorranno vendere la videocassetta della messa.
Tante emozioni e domande ci ha lasciato questa esperienza. La fede però è un argomento particolarmente delicato e personale, quindi lasciamo ai lettori le conclusioni.



Moreno Zambotto
Corriere Vicentino, aprile 2008

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche il cattolicesimo, nell'inutile tentativo di rinnovarsi e avere un po'di credibilità, sta andando verso il fenomenico, cioè verso un atteggiamento che fa colpo, che richiama l'attenzione. E' tipico di certe chiese evangeliche dette pentecostali: all'apparenza hanno una giustificazione biblica, ma deviano dal messaggio interpretando a comodo proprio la scrittura. Basterebbe chiedersi cosa ne pensa Gesù di tutto questo per avere una risposta, ma per farlo bisogna conoscere bene il Nuovo Testamento, cosa che di solito i cattolici non fanno e si affidano ad una sempliciotta predica di 10 minuti la domenica. Sì, viviamo in una fase storica profetica dove accadrà di tutto: un lato un'evidente e diffuso ateismo e dall'altra una falsa religiosità rituale, di massa, materialistica o spiritistica.

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